Criminologia e CLIL per una scuola orientata al futuro

Criminologia e CLIL per una scuola orientata al futuro. La nuova sfida educativa del Liceo delle Scienze Umane “Galilei–Vanoni”

Mercoledì 26 novembre, presso l’auditorium della sede di via Ferri, il Liceo delle Scienze Umane “Galilei-Vanoni” di Nardò ha presentato al territorio la curvatura “Giornalismo e Criminologia”.
Il convegno, dal titolo “Criminologia e CLIL: una sinergia innovativa per il Liceo delle Scienze Umane di Nardò”, ha riunito studenti, docenti e famiglie che, grazie al contributo di due relatori dell’Università del Salento, hanno potuto riflettere sulle nuove frontiere della didattica e sulle sfide educative della scuola contemporanea.
I lavori sono stati aperti dalla Dirigente Scolastica, Emilia Fracella, che ha sottolineato il valore della proposta formativa del Liceo delle Scienze Umane, nata da un’attenta rilevazione dei bisogni formativi ed emotivi degli studenti e dall’intento di rispondere in modo concreto ad essi, in considerazione delle sfide sociali e culturali che le nuove generazioni sono chiamate ad affrontare in una società segnata da un disagio diffuso ed espresso in forme e modalità diverse.
L’obiettivo è fornire agli studenti gli strumenti per analizzare, comprendere e orientarsi nelle dinamiche psicosociali, attraverso l’acquisizione di competenze trasversali: sviluppare uno sguardo consapevole e critico sui comportamenti devianti e criminali, intesi come espressione di un profondo disagio psicologico; potenziare la capacità di comunicare efficacemente sia in lingua italiana che in lingua inglese, ormai divenuta un codice universale.
La curvatura coniuga, infatti, giornalismo, criminologia e metodologia CLIL, promuovendo un approccio interdisciplinare che mette in relazione diverse aree del sapere: diritto, sociologia, italiano, scienze umane. Il convegno ha visto la partecipazione di due docenti dell’Università del Salento. Il prof. Ferdinando Spina, associato di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale, ha guidato il pubblico alla comprensione dei fenomeni devianti come espressioni di fragilità profonde e di trasformazioni culturali, evidenziando l’importanza di uno sguardo critico e competente sulle dinamiche sociali. La prof.ssa Paola Leone, associata in Didattica delle lingue moderne e Didattica dell’italiano, ha evidenziato come la metodologia CLIL favorisca lo sviluppo del pensiero critico e della competenza comunicativa in un contesto globalizzato, potenziando abilità linguistiche e disciplinari attraverso l’uso della lingua come azione. Non si tratta di una semplice trasposizione della disciplina in un’altra lingua, ma di un contesto didattico in cui gli studenti come individui e attori sociali negoziano conoscenza mediante l’impiego di materiali autentici e multimodali.
Uno dei momenti più significativi è stato quello dedicato alla voce di studenti e studentesse di primo anno, con i quali la curvatura è stata avviata.
Noemi (I A) ha espresso il suo entusiasmo per il nuovo percorso scolastico intrapreso inviando un messaggio significativo: «L’insicurezza e la fragilità non sono limiti, ma risorse che permettono di vivere con maggiore consapevolezza».
Ginevra (I B),  ha posto l’accento su domande chiave che guidano lo studio della criminologia sottolineando l’importanza dell’ascolto, delle reti di supporto e di interventi precoci. «Parlare di criminalità significa parlare di noi – dice Ginevra – delle nostre fragilità e dei nostri bisogni, della società in cui viviamo e dei suoi pericoli. Significa riflettere su quanto sia facile perdersi e su quanto sia urgente dare risposte concrete al disagio e a ciò che esso può generare». La studentessa ha concluso sottolineando che lo studio della devianza favorisce la conoscenza di sé e dell’altro e che la prevenzione non può che essere una responsabilità condivisa, che deve avere inizio dall’ascolto e dal riconoscimento del disagio.
Ha chiuso il convegno l’intervento bilingue delle studentesse del terzo anno, che ha dimostrato l’efficacia della sinergia tra studio delle Scienze Umane e metodologia CLIL.
Le studentesse hanno presentato la rivista bilingue “Human Flourishing”, nata nell’anno scolastico precedente all’interno di un coinvolgente laboratorio guidato dalla docente di Lingua inglese, prof.ssa Claudia Melcarne, e dalla docente di Scienze umane, prof.ssa Daniela Posi. Il laboratorio era dedicato alla psicoanalisi e alla riflessione sul prezioso messaggio che Freud ci ha lasciato: la consapevolezza è lo strumento indispensabile per superare e vincere il disagio psicologico.
La curvatura “Giornalismo e Criminologia” si conferma così un progetto educativo coraggioso e innovativo, capace di formare studenti consapevoli e critici, dotati di competenze linguistiche e psicologiche per comprendere, analizzare e raccontare la complessità del mondo contemporaneo.

Un investimento sul futuro, quindi, ma soprattutto sulla crescita umana e culturale degli studenti del Liceo delle Scienze Umane  “Galilei–Vanoni” di Nardò.

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